Vivere con un cane epilettico

Vivere con un cane epilettico non è facile.

E non solo non è facile per via di doversi adattare al fatto che deve prendere le medicine due volte al giorno in determinati orari.. e a volte, se non hai un piano di riserva, ti tocca rinunciare a determinate cose o comunque sempre a dover modellare gli impegni quotidiani in base a questo… ma questo è il meno.

Vivere con un cane epilettico vuol dire vivere costantemente con la paura che possa avere una crisi. Perché le crisi arrivano dal nulla, a qualsiasi ora del giorno o della notte.. arrivano mentre dorme, ma anche quando è sveglio. Una volta addirittura ne ha avuta una mentre mangiava. Ero in un’altra stanza, sentivo i classici rumori del masticare, quando improvvisamente udii un tonfo sordo.

È difficile lasciarlo andare nel bosco col pensiero che potrebbe avere una crisi proprio lì e ora, magari in un punto in cui tu non puoi raggiungerlo o mentre si è allontanato dietro qualche traccia.. ed è soprattutto per questo che ho comprato il GPS da attaccare al collare o pettorina e mi sento più tranquilla, anche perché cerco di fargli fare una vita più normale possibile; ma nonostante ciò quei momenti in cui scompare dalla vista sono tragici.

Come tragico è quel momento in cui di notte, nel cuore della notte, senti quell’inconfondibile rumore delle unghie che grattano il pavimento, a cadenza ritmica, come un orologio che ticchetta. Quel rumore quasi impercettibile dell’inizio della crisi. È talmente lieve che lo sento solo io. Quel rumore io ce l’ho dentro sempre. Durante il giorno, quando lavoro, quando dormo, quando cucino, quando parlo, quando penso, sempre.. uno spettro che rivivo costantemente. Quel rumore che di notte ti viene a ripescare dal Mondo Onirico in qualunque fase tu sia. Sono persuasa che mi riporterebbe indietro anche dall’Oltretomba. E c’è un istante tra il sonno e la veglia in cui speri di sbagliarti. Ma non ti sbagli mai.