La Sorella.

Oggi come al solito sono uscita con Senkou in pausa pranzo per la passeggiata. Clima stupendo: cielo azzurro, sole, nè caldo nè freddo. Me ne stavo così tranquilla e beata per cazzi miei quando con la coda dell’occhio ti vedo questa ragazza con questo canetto bianco. Un cucciolone innocuo per dire il vero, ma per evitare problemi già una volta le dissi di non avvicinarsi perché poi Senkou cazzia i cuccioli esuberanti, la gente si terrorizza, comincia a dare di matto, oddiooooH!! un cane feroceeeH!!! 😱 E la solita tiritera..

Quindi, per evitare, attraverso la strada. La faina mi viene dietro. Onestamente non mi sono accorta subito, ma solo quando ho sentito questo povero cane che annaspava come un pazzo mi son girata e Senkou lo aveva quasi tra i piedi.

Di passo svelto mi sono portata subito in avanti, continuando a guardare la faina della situazione, che era in difficoltà nel tenere un cane di forse 5 kg.. sicchè ho dovuto dirle: non mandarmelo addosso per favore, che lui non va d’accordo.

E questa mi fa “no, ma sta correndo da mia sorella che è là al motorino!”

È seguito un momento di silenzio in cui mi sono passate per la mente almeno quindici risposte diverse. Tra le più degne di nota, nell’ordine:

1- Tua sorella è il Padre Eterno per caso? Che dubito voglia raggiungerla suicidandosi..!

2- Cioè, ma non sei in grado di tenere un cane di 5 kg?? Ma chi ti ha dato la paten.. ah, no! 🤣

3 – Quindi la prossima volta che mettiamo ho fretta arroto qualche persona per la strada e brucio qualche semaforo urlando dal finestrino: tranquilli va tutto bene! Sto andando da mia sorella!! E tutti “aaah ecco! Va dalla sorella! E dillo prima no! Arrotaci, uccidici pure!”

4 – Ma mettiamo fosse anche una scusa accettabile (cosa che comunque non è) se non l’ho capito io che stava annaspando e strozzandosi per andare dalla tu sorella, io homo sapiens, che teoricamente dovrei avere almeno il doppio (almeno 😂) delle facoltà mentali di un cane… come puoi pensare che un canis lupus familiaris qualunque possa arrivare a comprendere una cosa simile?! Se lo vede piombare sotto ansimando, con gli occhi fuor dall’orbite, cosa potrebbe mai pensare? Ma è ovvio: sta andando dalla sorella!

5 – Ci meritiamo l’estinzione. Tutti quanti siamo.

Ma alla fine io sono una buona diavola, ho il cuore tenero, e ho semplicemente risposto: sì, ma non mandarmelo addosso lo stesso!

La fava, evidentemente non compresa la gravità della situazione cui poteva andare incontro, continuava a buttarmelo sotto ai piedi di Senkou, il quale – che Iddio una volta tanto l’abbia in gloria – non se lo è mangiato; siamo arrivati dalla sorella e finalmente ce li siamo tolti dalle scatole.

E niente. L’unica soluzione è quella di cui al punto 5. Non c’è altro modo.

Vivere con un cane epilettico

Vivere con un cane epilettico non è facile.

E non solo non è facile per via di doversi adattare al fatto che deve prendere le medicine due volte al giorno in determinati orari.. e a volte, se non hai un piano di riserva, ti tocca rinunciare a determinate cose o comunque sempre a dover modellare gli impegni quotidiani in base a questo… ma questo è il meno.

Vivere con un cane epilettico vuol dire vivere costantemente con la paura che possa avere una crisi. Perché le crisi arrivano dal nulla, a qualsiasi ora del giorno o della notte.. arrivano mentre dorme, ma anche quando è sveglio. Una volta addirittura ne ha avuta una mentre mangiava. Ero in un’altra stanza, sentivo i classici rumori del masticare, quando improvvisamente udii un tonfo sordo.

È difficile lasciarlo andare nel bosco col pensiero che potrebbe avere una crisi proprio lì e ora, magari in un punto in cui tu non puoi raggiungerlo o mentre si è allontanato dietro qualche traccia.. ed è soprattutto per questo che ho comprato il GPS da attaccare al collare o pettorina e mi sento più tranquilla, anche perché cerco di fargli fare una vita più normale possibile; ma nonostante ciò quei momenti in cui scompare dalla vista sono tragici.

Come tragico è quel momento in cui di notte, nel cuore della notte, senti quell’inconfondibile rumore delle unghie che grattano il pavimento, a cadenza ritmica, come un orologio che ticchetta. Quel rumore quasi impercettibile dell’inizio della crisi. È talmente lieve che lo sento solo io. Quel rumore io ce l’ho dentro sempre. Durante il giorno, quando lavoro, quando dormo, quando cucino, quando parlo, quando penso, sempre.. uno spettro che rivivo costantemente. Quel rumore che di notte ti viene a ripescare dal Mondo Onirico in qualunque fase tu sia. Sono persuasa che mi riporterebbe indietro anche dall’Oltretomba. E c’è un istante tra il sonno e la veglia in cui speri di sbagliarti. Ma non ti sbagli mai.