Gli Spitzbull

Erano i tempi che Senkou era cucciolo. All’epoca giravo molto in cerca di nuove aree cani in cui poterlo far socializzare. Mi ero preparata tantissimi anni per il suo arrivo, studiando, vedendo video, comprando libri.. non sono stata una proprietaria del tutto inconsapevole, sapevo che non mi stavo portando a casa il cane più facile del mondo, ma mi sentivo abbastanza pronta. Però, come è noto, l’esperienza vera e propria si fa sul campo e non sui libri… quindi, naturalmente, ho commesso e lasciato che si commettessero molti errori, che un po’ purtroppo hanno inficiato sul carattere di Senkou. Con il senno di poi, molte situazioni le avrei evitate e avrei saputo riconoscere il momento di sottrarmi, di evitare ecc ecc… con il senno di poi, molte cose sarebbero andate diversamente.

Una cosa che sicuramente avrei evitato di fare è frequentare le aree cani.

Presa dalla smania del “deve socializzare” perché tutti ti dicono che più esperienze che fai fare al cane da cucciolo e più cose conosce e meno problemi avrai nel cane adulto. E questo in parte è vero. Quello che però nessuno (o comunque molti pochi e quei pochi che te lo dicono tu li prendi per matti o esagerati) ti dice è che non devi portarlo a socializzare coi cani e coi porci.  Va fatta molta selezione, tantissima. Le esperienze negative andrebbero bandite sia nella fase della cucciolanza che in quella per certi versi ancor più delicata dell’adolescenza. Altro che non ti dicono (o che ti dicono i matti esagerati di cui sopra) è che l’esperienza negativa non è semplicemente un’aggressione fisica.. ma tanti comportamenti che spesso non sono riconosciuti o comunque considerati tollerabili (perché purtroppo per il proprietario medio, c’è un problema solo quando si manifesta il ringhio.. o peggio ancora un attacco, sottovalutando altri atteggiamenti assai peggiori, ma convenzionalmente accettabili) che vanno dall’insicurezza allo scarico di stress, a cani che gestiscono spazi e risorse che non dovrebbero, all’insistenza nel ripetere sempre certi atteggiamenti.. tutti comportamenti che il cucciolo a furia di frequentare certe tipologie di cane, inevitabilmente, fa propri, o del tutto od in parte. E se volete che da adulto sia equilibrato, non dovete farlo stare con questo tipo di cani durante la sua crescita. Ma dato che la maggioranza dei cani presenta almeno una o più problematiche di cui sopra, praticamente cani competenti e da cui un cucciolo può veramente prendere esempio si contano sulle dita di una mano e se è difficile incontrarne a giro, in un’area cani è quasi impossibile.

Al di là della riflessione cinofila, che faccio oggi, con il senno di poi, quando Senkou era piccino andavo più o meno inconsapevolmente, nel bene e nel male, in cerca di aree cani per “socializzarlo il più possibile”. E una delle tante volte finii in una grande area cani di un giardino della mia città.

C’erano cinque o sei cani dentro, l’area era comunque bella grande ed in fondo aveva un’altra area per tenere divisi i cani che non andavano d’accordo. I miei ricordi sono un po’ poco precisi perché l’ho vista una sola volta e sono passati praticamente cinque anni.

Ma mi ricordo chiaramente che dentro ci trovai la sapientona da parchetto. Quella che si mette in cattedra ed elargisce consigli come se piovesse, quella che “mio cuggino ne aveva uno alto così!!” E che “il mio meccanico mi ha detto che l’amico del fratello di una collega lo aveva raddrizzato a calci in culo!” … e che si mise a farmi una lezione sulla dominanza, sull’educazione e che avrei dovuto fargli capire sin dall’inizio chi comandava perché poi sarebbero stati dolori… che quelli come il mio erano tipo “spitzbull” !!  E mentre mi sciorinava perle di saggezza, vantandosi della sua cagnolina super buona, super sottomessa, super educata, super socievole con tutti – ma proprio tutti – eccoti davvero entrare una coppia di “spitzbull”, al guinzaglio, che si dirigevano verso l’altra area.

La signora non si fece mancare l’occasione di dirmi che erano cani problematici e che quindi andavano nell’area separata dagli altri, perché naturalmente non potevano stare lì con loro. Io, un po’ intimorita e sinceramente rincoglionita da tutte quelle nozioni che la donnina mi stava inculcando in testa, mi affrettai a prendere Senkou, prima che avesse la brillante idea di andare a conoscere questi due “cani killer”, quando vidi sfrecciare via la cagnolina dell’espertona, seguita a ruota da un altro cagnolino. Con il gelo nel cuore li vidi inseguire i due pitbull finché non lo raggiunsero! La cagnolina si limitava ad abbaiare contro, Il piccoletto, colto da impavido coraggio (o forse voglia di morire, non so) si fiondò sui garretti di uno dei due  io già me lo immaginavo finire i suoi giorni masticato, vi giuro, mi venne un tuffo al cuore… il pitbull si girò per vedere cosa stesse succedendo, ma la proprietaria, da gran signora, non disse niente, si limitó ad accorciare il guinzaglio, accelerare il passo per raggiungere il prima possibile l’altra area.

A quel punto mi girai interrogativa verso la gran maestra in cerca di risposte.. era rimasta immobile sulla panchina, con gli altri proprietari, fra cui quella del cagnolino kamikaze e tutto quello che riuscì a farfugliare, dopo qualche secondo di interdizione, fu qualcosa tipo “eh beh ma sentono la cattiveria, per quello li attaccano!” ….. …. e tutti quanti ad annuire con grandi cenni del capo e delle braccia.

Quella è stata la prima ed ultima volta che sono stata in quell’area cani, sia perché non era vicino casa, sia perché non avevo voglia di stare ancora fra certi personaggi… che già ne ho diversi nei pressi si casa, non era il caso di andarli a frequentare anche altrove.

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